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	<title>Partito Democratico di Bibbianonucleare&#187;Partito Democratico di Bibbiano</title>
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		<title>Direzione Provinciale: 4 SI&#8217; al referendum</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 11:41:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Curti</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[energia nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[legittimo impedimento]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[referendum 12 e 13 giugno]]></category>

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		<description><![CDATA[A poche ore dalla direzione nazionale che si pronuncerà ufficialmente sul tema, la direzione provinciale del Partito Democratico di Reggio Emilia ha già scelto: 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno prossimi. I segretari di circolo del territorio sono invitati sin da ora a prendere contatti con i comitati promotori e a preparare la mobilitazione per l'appuntamento referendario.  <a class="meta-nav" href="https://www.pdbibbiano.it/2011/03/direzione-provinciale-4-si-al-referendum/">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A poche ore dalla direzione nazionale che si pronuncerà ufficialmente  sul tema, la direzione provinciale del Partito Democratico di Reggio  Emilia ha già scelto: 4 sì al referendum del 12 e 13 giugno prossimi. I  segretari di circolo del territorio sono invitati sin da ora a prendere  contatti con i comitati promotori e a preparare la mobilitazione per  l&#8217;appuntamento referendario.</p>
<p>La Direzione ha approvato anche  un ordine del giorno di condanna sulle ignobili scritte comparse  recentemente sui muri della città &#8211; sotto riportato &#8211; .</p>
<p>In  merito ai quattro quesiti referendari, queste le considerazioni espresse  dalla Direzione ed in particolare dalla relazione del segretario  provinciale, Roberto Ferrari:</p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><em>Energia nucleare</em></strong><strong>: </strong></span></p>
<p>No al nucleare. Non è una scelta dettata, come vorrebbe sostenere il  Governo, &#8220;dall&#8217;emozione&#8221;, in seguito alla tragedia del Giappone: già il  26 ottobre l&#8217;Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, su  proposta del PD, aveva infatti dichiarato l&#8217;indisponibilità del  territorio regionale per l&#8217;installazione o attivazione di centrali  nucleari per motivi estremamente concreti.</p>
<p>Per quanto riguarda il  nucleare di oggi, restano del tutto irrisolti i problemi di impatto  ambientale, sicurezza della popolazione e, in particolare, di  smaltimento delle scorie radioattive, inoltre anche il c.d. nucleare di  quarta generazione è, allo stato attuale della ricerca, una tecnologia  non ancora concreta ed attuabile; gli studi presentati a sostegno del  programma energetico nucleare sono segnati più dalle ragioni della  propaganda che della realtà: è falso che il nucleare ridurrebbe i costi  per le famiglie, infatti senza un forte sostegno pubblico l&#8217;attuale  nucleare non è competitivo e i costi ricadrebbero proprio sulle tasche  degli italiani, che già oggi ogni anno pagano 400 milioni di euro sulle  bollette elettriche per smaltire le scorie del vecchio nucleare.</p>
<p>Il Partito Democratico crede sia necessario che il Governo doti il  paese di un Piano Energetico che metta al cuore dello sviluppo della  produzione di energia elettrica le energie rinnovabili, che paesi come  la Germania hanno fatto crescere &#8211; con grande successo anche sul piano  occupazionale &#8211; al punto da non giudicare impossibile il raggiungimento  dell&#8217;obbiettivo di una copertura fino al 40% del fabbisogno. Troviamo  particolarmente sciagurata la sospensione degli incentivi che ha operato  il Governo, generando una grave situazione di incertezza &#8211; a fronte di  investimenti privati già decollati &#8211; che mette a repentaglio, secondo le  associazioni di settore, 250.000 posti di lavoro.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Sì al sole, no al nucleare. Al referendum sul nucleare votiamo SI&#8217;.</span></strong></p>
<p><strong> </strong><em><span style="font-size: medium;"><strong><em><br />
Acqua pubblica (entrambi i quesiti)</em></strong></span></em></p>
<p><strong></strong>Il  Partito Democratico ha condotto una dura opposizione al disegno di  privatizzazione forzata dell&#8217;acqua imposto dal governo Berlusconi,  approvato a colpi di fiducia con la falsa motivazione di rispondere a un  obbligo comunitario in realtà inesistente. Le norme fatte approvare dal  governo Berlusconi espropriano gli enti locali della loro autonomia e  responsabilità, li espongono al rischio di soccombere alla forza di  monopoli privati retti da poche grandi aziende spesso del tutto estranee  ai contesti territoriali in cui viene svolto il servizio. Come  affermato nell&#8217;Assemblea Nazionale del 4-5 febbraio scorsi, la  privatizzazione forzata imposta dal governo é un disegno da contrastare  con grande determinazione.  Solo a partire da un intervento legislativo  di riforma complessiva del settore è possibile realizzare gli obiettivi  irrinunciabili della tutela delle acque, dell&#8217;accessibilità per tutti,  di un uso razionale della risorsa garantendo l&#8217;equità delle tariffe e  della massima qualità ed efficienza del servizio e, insieme a questi,  della copertura totale del servizio di depurazione sull&#8217;intero  territorio nazionale e della gestione sostenibile della risorsa acqua,  eliminando dispersioni, sprechi e usi inappropriati.</p>
<p>Il Partito  democratico ha presentato una propria proposta di legge assumendo  quindi come  principi guida la natura di bene pubblica della risorsa  acqua e quindi la proprietà demaniale della risorsa e delle  infrastrutture; la gestione industriale del servizio idrico integrato;  la necessità di una forte regolazione e controllo pubblico sulle  gestioni con l&#8217;istituzione di una autorità nazionale di regolazione,  compartecipata dallo Stato e dalle regioni; il ruolo fondamentale delle  regioni e degli enti locali nelle scelte di affidamento del servizio  idrico integrato nel pieno rispetto dei principi generali, degli  standard di qualità, dei livelli minimi essenziali fissati a tutela  dell&#8217;interesse pubblico e dei diritti dei cittadini; la natura della  tariffa come corrispettivo del servizio idrico integrato da modulare con  una tariffa sociale e con un tariffa che incentivi il risparmio idrico;  la necessità di vincoli chiari alla realizzazione degli investimenti  necessari per il miglioramento del servizio con un impegno al  riequilibrio territoriale per garantire lo stesso livello di servizio in  ogni area del paese.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ai due quesiti referendari sull&#8217;acqua votiamo SI&#8217;.</span></strong></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><strong><br />
Legittimo impedimento</strong></span></em></p>
<p>I deputati del Partito Democratico hanno votato contro il legittimo  impedimento perché riproduce nella sostanza il lodo Alfano, una legge  censurata dalla Corte costituzionale. E&#8217; una norma che stravolge il  concetto di legittimo impedimento, un termine disciplinato nel processo  penale come un punto di equilibrio tra il diritto alla difesa ed il  corretto esercizio della giurisdizione. Al fondo di questa legge non  esiste un&#8217;esigenza di giustizia e di tutela dei cittadini. Questa norma  non ha un carattere generale ed astratto, è solo un meccanismo  artificioso di tutela di una sola persona, un trucco per sottrarla ai  procedimenti giudiziari in corso.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Al referendum per abrogare il legittimo impedimento votiamo SI&#8217;.</span></strong></p>
<div>____________________________</div>
<p><span style="font-size: small;"><br />
</span></p>
<div><span style="font-size: small;"><strong><em>Il testo dell&#8217;ordine del giorno approvato dalla direzione</em></strong><strong>.</strong></span></div>
<p>La Direzione Provinciale del Partito Democratico &#8211; riunitasi il 25 marzo 2011 &#8211; <strong>esprime la più ferma condanna verso le ignobili scritte &#8211; recentemente comparse sui muri di Reggio Emilia &#8211; </strong>che  rivolgono gravi minacce alla presidente dalla Provincia Sonia Masini,  al presidente degli industriali Stefano Landi, ad altri esponenti locali  e nazionali della politica, dell&#8217;economia e della società civile.</p>
<p>Consideriamo grave questo fenomeno non solo per ciò che riguarda le  naturali ripercussioni dal punto di vista della sicurezza e dell&#8217;ordine  pubblico, ma anche per il clima politico che vorrebbe instaurare,  innescando una logica di scontro, intimidazione ed aggressione che è  contraria alle regole della democrazia, minaccia la qualità della stessa  e dunque anche agli interessi dei più deboli e dei lavoratori.</p>
<p>Il Pd invita i reggiani &#8211; nelle loro espressioni singole, associative  ed istituzionali &#8211; a condannare con decisione questi episodi e a non  sottovalutare i pericoli dell&#8217;estremismo politico, a prescindere dalla  dimensione del fenomeno. Ci auguriamo che la magistratura e le forze  dell&#8217;ordine possano al più presto individuare e punire i responsabili.</p>
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		<title>Nucleare: una moratoria fasulla</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2011 14:47:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Veneselli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[centrali atomiche]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
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		<category><![CDATA[moratoria atomo]]></category>
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		<category><![CDATA[nucleare governo berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare scelta sbagliata]]></category>

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		<description><![CDATA[Il governo teme l'impopolarità atomica e si affida ad una moratoria di un anno sul ritorno all'energia nucleare. Bianchi denuncia il tentativo di depotenziare il referendum del 12 giugno <a class="meta-nav" href="https://www.pdbibbiano.it/2011/03/nucleare-una-moratoria-fasulla/">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Il governo teme l&#8217;impopolarità atomica e si affida ad una moratoria di un anno sul ritorno all&#8217;energia nucleare. Bianchi denuncia il tentativo di depotenziare il referendum del 12 giugno</h2>
<p><span style="color: #000000;">Forse sarebbe stato molto più onesto e semplice che il governo avesse “ci dispiace, abbiamo sbagliato sul nucleare, ora è arrivato il momento di pensare concretamente a come sostenere l&#8217;Italia al suo fabbisogno energetico attraverso fonti alternative”. E invece anche questa volta la presa per i fondelli e i trucchi per “salvare il salvabile” hanno prevalso sulle reali necessità del Paese e sulla correttezza che le istituzioni dovrebbero avere per mantenere il consenso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">All&#8217;indomani del disastro in Giappone, del fatto che tutte le più grandi potenze occidentali hanno incominciato a frenare sull&#8217;utilizzo dell&#8217;energia nucleare data l&#8217;imponderabilità di eventi che potrebbero causare danni ben più gravi dei guadagni economici piuttosto che energetici, il governo non ha imparato nessuna lezione. O forse l&#8217;ha imparata ma non può ammettere di aver affrontato tutto con una superficialità e un qualunquismo allarmante. La scelta di una moratoria di un anno cosa significa? L&#8217;Italia è indietro nella ricerca per lo sviluppo di energia atomica e un anno rappresenta solo una scelta di comodo per evitare la fragorosa bocciatura della scelta con il referendum.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Insomma il governo Berlusconi, preoccupato solo di acquisire parlamentari e di blindare il premier dai processi a suo carico ha preso tempo, facendo orecchie da mercante. E il fattore tempo gioca davvero a suo favore: il tempo per trovare la soluzione più giusta e sicura per avere centrali sotto casa, il tempo per costruirle (altri 10 anni), il tempo di utilizzo della centrale (non infinito ma intorno ai 40/60 anni), il tempo per dismettere l&#8217;impianto (imprecisato, ma che può arrivare fino a 100 anni), il tempo affinché i materiali di scarto perdano la loro radioattività (circa tre secoli). Il calcolo lo lasciamo fare a chi è interessato&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per <strong>Stella Bianchi</strong>, responsabile Ambiente del PD, “la moratoria sul nucleare decisa oggi dal Consiglio dei Ministri è il minimo che il governo potesse fare di fronte alla terribile lezione che sta arrivando al mondo intero dal dramma giapponese. Speriamo sia il segno di una nuova consapevolezza, di un soprassalto di buon senso, e non solo un tentativo di depotenziare il referendum che si svolgerà il 12 giugno. Il referendum mantiene tutta la sua validità. A meno che il governo non abroghi il decreto con il quale ha dato avvio al suo piano approssimativo e sbagliato di ritorno al nucleare. I cittadini saranno chiamati a esprimersi, diranno se pensano che tornare al nucleare sia una buona idea in un paese che per di più è così esposto al rischio di terremoti. Il Partito Democratico continuerà a sostenere il referendum con un sì per fermare il nucleare. All&#8217;esecutivo chiediamo scelte chiare e non diversivi, strategie precise e un piano energetico nazionale che ancora manca. Fin qui abbiamo solo visto un governo che affossa le rinnovabili, non promuove l&#8217;efficienza energetica e non ha un&#8217;idea per lo sviluppo e il futuro di questo paese. L&#8217;Italia merita altro”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Quanto successo oggi in Consiglio dei Ministri ha dell’incredibile. Il governo ha approvato il decreto che fissa la road map per la realizzazione delle centrali nucleari e contemporaneamente ha deciso una moratoria di un anno prima di scegliere definitivamente il ritorno all’atomo. Il termine per la definizione del piano programmatico spostato ulteriormente in avanti a 24 mesi, cioè a fine legislatura, è un operazione ingannevole del governo che sa già che non servirà a nulla”. Lo hanno dichiarato i senatori del Pd<strong>Roberto Della Seta</strong> e <strong>Francesco Ferrante</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“È una truffa ai danni degli italiani &#8211; spiegano Della Seta e Ferrante &#8211; è il tentativo di salvare la faccia depotenziando il referendum in programma a giugno lasciando per altri mesi il paese senza lo straccio di una politica energetica finalmente orientata a innovazione, efficienza e allo sviluppo delle energie rinnovabili.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“L’Italia – aggiungono i senatori Pd &#8211; ha la fortuna di essere l’unico grande paese occidentale senza nucleare e si trova nell’incredibile condizione di poter scegliere il proprio futuro energetico senza il fardello ambientale , economico e di sicurezza di decine di centrali da dismettere. Berlusconi e la sua maggioranza stanno trasformando questo oggettivo privilegio in un trionfo di immobilismo e incapacità decisionale”.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Da una parte continuano fanno finta di preparare il ritorno al nucleare, dall’altra azzerano gli incentivi a energie pulite e tagliano gli investimenti in efficienza energetica. Davvero un capolavoro di inettitudine e disprezzo per l’interesse generale”, concludono Ferrante e Della Seta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Molto duro anche il giudizio di <strong>Sergio Gentili</strong>, coordinatore forum Ambiente del PD: “la moratoria di un anno sul nucleare decisa dal governo è una scelta grave e imbelle. Anche davanti ai fatti drammatici del Giappone e alle argomentazione della ragione contro un piano e una tecnologia vecchia, strutturalmente non sicura, costosa e non indispensabile come quella nucleare, il governo Berlusconi continua a fare resistenza mettendo la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi. La moratoria è una decisione furbesca che non riuscirà a nascondere il completo fallimento del governo sulle scelte energetiche che per favorire il piano nucleare hanno addirittura colpito la crescita delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica le quali alimentano investimenti e impresa, aumentano considerevolmente l’occupazione e abbassano i livelli d’inquinamento nell’atmosfera. Ora che il referendum è alle porte, saranno gli italiani con loro voto a far prevalere la ragione e il principio di precauzione cancellando il piano sbagliato e dannoso del ritorno al nucleare.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per <strong>Alberto Losacco</strong>, parlamentare pugliese del Partito Democratico, &#8220;la decisione del Cdm di una moratoria di un anno sul nucleare dimostra che abbiamo a che fare con un Governo irresponsabile che non si fa scrupolo di mentire ai propri cittadini&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;Se non ci fosse stato il disastro di Fukushima &#8211; spiega Losacco &#8211; governo e maggioranza avrebbero proseguito sul piano per il nucleare senza porsi minimamente il problema della sicurezza. Ora arriva una imbarazzata marcia indietro che la dice lunga sulla cattiva coscienza dell’esecutivo, ma che tuttavia non cancella il problema&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">&#8220;La cosa fondamentale adesso &#8211; conclude Losacco &#8211; è togliere definitivamente il decreto dal tavolo e reindirizzare i fondi destinati ad un nucleare che non ha futuro, verso le rinnovabili. Il nucleare sicuro forse esiste, ma è evidente che i costi lo rendono assolutamente non conveniente. Il governo abbandoni quindi un progetto dove a guadagnare non saranno gli italiani ma, come emerge dalle carte di Wikileaks, solo qualche personaggio amico di amici&#8221;.</span></p>
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		<title>Il nucleare è sbagliato, il futuro è delle rinnovabili</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 16:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Veneselli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro bratti]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[decreto romani]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
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		<category><![CDATA[stefano bonaccini]]></category>

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		<description><![CDATA[Dichiarazione del segretario del Partito Democratico dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e del responsabile Ambiente ed Energia Alessandro Bratti <a class="meta-nav" href="https://www.pdbibbiano.it/2011/03/il-nucleare-e-sbagliato-il-futuro-e-delle-rinnovabili/">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dichiarazione del segretario del Partito Democratico dell&#8217;Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e del responsabile Ambiente ed Energia Alessandro Bratti.</strong></p>
<p>&#8220;Il piano del governo per riportare il nucleare in Italia è un progetto anacronistico, pericoloso e profondamente sbagliato. Non sono valutazioni dettate dall&#8217;emotività suscitata dalla tragedia che ha colpito il Giappone nei giorni scorsi ma nascono da una attenta riflessione che il Partito Democratico porta avanti da oltre un anno. Per questo il PD ha deciso di sostenere il referendum per l&#8217;abrogazione della legge sul ritorno al nucleare che si svolgerà nei prossimi mesi.</p>
<p>Il piano del governo è anacronistico, in quanto prevede l&#8217;adozione di un pacchetto di tecnologie ormai vecchie e superate. Sarebbe più logico concentrarsi sullo sviluppo di un piano di ricerca che metta al centro le energie rinnovabili, per garantire una produzione sostenibile e per rilanciare la produzione industriale e l&#8217;occupazione attraverso il volano della Green economy.</p>
<p>È un piano pericoloso, perché il testo proposto dal governo non presenta alcuna garanzia di sicurezza sia in materia di guasti e incidenti agli impianti sia per quanto riguarda lo smaltimento e lo stoccaggio delle scorie.</p>
<p>Ed è un piano sbagliato, dal momento che fin dal&#8217;inizio abbiamo riscontrato il fortissimo centralismo di un governo che ha ignorato le istanze dei cittadini e dei territori agendo in maniera del tutto unilaterale e ha tagliato le gambe, con il decreto Romani, alla nascente filiera della Green economy per favorire le società che gestiscono l&#8217;approvvigionamento da fonti fossili e le grandi aziende che si occuperanno della realizzazione degli impianti nucleari.</p>
<p>Il modo per opporsi a tutto questo e rispedire al mittente il piano sul nucleare esiste e si chiama referendum. Di fronte ad un governo che dichiara di voler proseguire lungo la strada dell&#8217;atomo nonostante lo stop alla costruzione di nuove centrali, recentemente espresso da Germania e Svizzera e alle perplessità dei Paesi di mezza Europa. Di fronte ad una Lega Nord che a Roma sia adegua supina alle nefandezze del presidente del Consiglio, in barba alle promesse di federalismo fatte ai cittadini. Il Partito Democratico, anche in Emilia-Romagna, dirà sì all&#8217;abrogazione della legge sul nucleare: per l&#8217;adozione di fonti pulite e rinnovabili, per la tutela della sicurezza dell&#8217;ambiente e dei cittadini, per il futuro del nostro Paese&#8221;.</p>
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